Chi apre un campeggio parte quasi sempre dalla parte bella: il numero di piazzole, dove va il bar, se mettere due case mobili il primo anno. Poi scopre che l'ordine giusto è esattamente l'inverso, e che la prima domanda non è quante piazzole ci stanno, ma se su quel terreno si possa fare un campeggio. Tra queste due domande ci sono spesso diciotto mesi e un paio di pratiche che non si possono fare in parallelo.
Questo è l'ordine che funziona, con i nomi italiani degli adempimenti e i punti su cui devi farti dare una risposta scritta invece di fidarti di un preventivo.
Primo: il terreno, prima di qualunque altra cosa
Nessuna autorizzazione successiva serve se il terreno non lo consente. Quindi, prima di spendere un euro:
- Destinazione d'uso e conformità urbanistica. Chiedi all'ufficio tecnico del comune se il piano urbanistico ammette una struttura ricettiva all'aria aperta su quel terreno, e con quali indici. È una richiesta di accesso agli atti o un semplice appuntamento, e va messa per iscritto.
- Vincoli. Paesaggistico, idrogeologico, fluviale, archeologico, aree protette. Un vincolo paesaggistico non chiude la porta ma aggiunge l'autorizzazione paesaggistica e dei mesi. Un vincolo idraulico su un terreno vicino al fiume può chiuderla del tutto.
- Accessi e sottoservizi. Accesso dalla strada con le dimensioni per i mezzi di soccorso, acqua potabile, scarichi, energia. Lo scarico è quasi sempre la voce che costa più del previsto: chiedi al gestore del servizio idrico se c'è fognatura e, se non c'è, cosa serve.
- Un tecnico del posto. Un geometra o un architetto che abbia già fatto una pratica per una struttura all'aria aperta nel tuo comune. Vale più di un consulente nazionale, perché conosce il regolamento.
Secondo: le regole regionali, che decidono quasi tutto
In Italia le strutture ricettive all'aria aperta sono materia regionale. La legge regionale sul turismo e il suo regolamento attuativo stabiliscono la definizione di campeggio e di area di sosta, i requisiti minimi, le superfici e le distanze delle piazzole, il rapporto tra servizi igienici e piazzole, le quote di piazzole e alloggi accessibili, e la classificazione in stelle.
Cambiano parecchio da regione a regione, e cambiano anche nel tempo. Quindi la seconda richiesta scritta va all'ufficio turismo della tua regione: quali requisiti si applicano a un campeggio della dimensione che hai in mente, e quale classificazione ne consegue. Da quella risposta dipende il progetto, non il contrario: progettare prima e poi scoprire che servono più bagni è il modo più comune di perdere una stagione.
Terzo: le pratiche, nell'ordine
- Il progetto e il titolo edilizio. Permesso di costruire o altro titolo secondo quello che fai, con l'autorizzazione paesaggistica se c'è il vincolo. Qui lavora il tecnico.
- L'antincendio. Le strutture turistiche all'aria aperta rientrano tra le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco al superamento di una soglia di capacità ricettiva, secondo l'elenco allegato al DPR 151/2011. Se la superi, serve la valutazione del progetto e poi la SCIA antincendio. Fai confermare dal tuo tecnico in quale categoria ricadi, perché cambia tempi e costi.
- L'agibilità dei fabbricati, a lavori finiti.
- La SCIA per l'attività ricettiva, presentata in modalità telematica tramite il SUAP del comune. È il passaggio che apre formalmente l'attività, e si presenta quando i requisiti ci sono già, non prima.
- La classificazione. L'attribuzione delle stelle segue la procedura regionale, di solito con una dichiarazione e un controllo successivo.
- La notifica sanitaria se fai bar, ristorante, market o anche solo somministrazione minima, con il piano di autocontrollo.
Due cose che si dimenticano regolarmente: la piscina, se la prevedi, è una pratica a sé con i suoi requisiti e il suo personale di salvataggio; e l'impianto elettrico delle piazzole vuole la dichiarazione di conformità, che ti servirà a ogni controllo successivo.
Quarto: gli adempimenti che partono il giorno dell'apertura
Qui molti si fanno trovare impreparati, perché sono adempimenti che non riguardano il cantiere ma la gestione, e arrivano tutti insieme la prima settimana.
- Il codice identificativo nazionale. Il CIN, introdotto dal decreto legge 145/2023, si richiede attraverso la Banca Dati delle Strutture Ricettive del Ministero del Turismo e va esposto e indicato negli annunci. Verifica sul portale ministeriale e con la tua regione come si incrocia con il codice regionale che forse già hai, perché le due banche dati si parlano e le modalità sono state aggiornate più volte.
- Le credenziali di Alloggiati Web. Si chiedono alla Questura competente. Dal primo ospite scatta l'obbligo di comunicazione degli alloggiati previsto dall'articolo 109 del TULPS, nei termini di legge. Chiedi le credenziali settimane prima dell'apertura, non il giorno prima.
- L'imposta di soggiorno. Se il tuo comune l'ha istituita, iscriviti come gestore e leggi il regolamento comunale: tariffa, esenzioni, periodicità del versamento e della dichiarazione li decide lui.
- La comunicazione ISTAT dei flussi turistici, attraverso il canale indicato dalla tua regione.
- La privacy. Informativa, registro dei trattamenti, cartelli per le telecamere se le installi.
Quinto: i soldi, e l'errore più comune del primo anno
L'errore non è sottostimare i costi di costruzione, che il tecnico ti quantifica. È sottostimare quanto tempo passa tra la prima spesa e il primo incasso, e aprire con il listino sbagliato.
Tre consigli concreti. Primo: apri con meno piazzole di quelle autorizzate e finiscile bene, invece di aprire tutto a metà; le recensioni del primo anno ti accompagnano per cinque. Secondo: fai il listino partendo dai costi fissi divisi per i giorni di apertura, non copiando il campeggio vicino, e metti un minimo di notti nei ponti dal primo anno. Terzo: prendi le prenotazioni dirette dal primo giorno, perché aprire solo sui portali significa pagare commissioni sull'intero primo anno e non costruire nessun elenco di clienti tuo.
Per quello serve che la gestione stia in piedi dal giorno uno. CampSuite tiene ogni prenotazione con i suoi ospiti e i loro dati, la caparra e i messaggi in un unico posto, anche dal telefono, raccoglie le prenotazioni online e quelle fatte a mano nella stessa agenda così che una piazzola non venga offerta due volte, elenca piazzole, alloggi e glamping con i loro prezzi, incassa acconti e saldi con carta, emette fatture e ricevute, mostra gli arrivi e le partenze del giorno e dà i numeri di prenotazioni, occupazione e incassi; ci sono anche un gestore dei canali, un costruttore di siti e un disegnatore della mappa del campeggio. Quello che non fa è inviare al posto tuo le comunicazioni ad Alloggiati Web o al comune: tiene i dati che il modulo chiede, l'invio resta tuo. Vedi cosa comprende su la pagina delle funzionalità e cosa cambia per un campeggio piccolo su la pagina delle soluzioni.
La lista, in ordine
- Risposta scritta del comune su destinazione d'uso e indici.
- Verifica dei vincoli paesaggistici, idrogeologici e ambientali.
- Accesso stradale, acqua, scarichi ed energia verificati con i gestori.
- Tecnico locale con esperienza su strutture all'aria aperta incaricato.
- Requisiti e classificazione chiesti per iscritto alla regione, prima del progetto.
- Titolo edilizio e, se serve, autorizzazione paesaggistica.
- Categoria antincendio accertata, valutazione del progetto e SCIA ai Vigili del Fuoco se dovuta.
- Dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico delle piazzole.
- Agibilità dei fabbricati.
- SCIA ricettiva presentata al SUAP.
- Classificazione richiesta secondo la procedura regionale.
- Notifica sanitaria e piano di autocontrollo per il bar o il market.
- CIN richiesto tramite la banca dati ministeriale ed esposto.
- Credenziali Alloggiati Web ottenute dalla Questura.
- Iscrizione per l'imposta di soggiorno e regolamento comunale letto.
- Canale ISTAT regionale attivato.
- Informativa privacy e registro dei trattamenti pronti.
- Listino costruito sui costi fissi, con minimi di notti nei ponti.
- Prenotazioni dirette attive dal primo giorno.
Nessuno di questi passaggi è difficile. Quello che costa è farli nell'ordine sbagliato. Se stai partendo e vuoi parlarne, scrivici dalla pagina dei contatti; il listino è sulla pagina dei prezzi.