Camper su piazzole pavimentate accanto a una colonnina di scarico e carico acqua

Hai un terreno pianeggiante all'ingresso del paese, o un angolo dell'azienda che non ha mai reso niente, e ogni estate vedi passare camper che cercano dove fermarsi per la notte. Aprire un'area sosta camper è oggi uno degli investimenti più sensati del turismo all'aria aperta: poca opera, stagione lunga e un cliente che arriva tardi, riparte presto e paga i servizi. È anche il progetto in cui si comincia più spesso dalla fine, ordinando la cartellonistica prima di aver chiesto in Comune. Ecco l'ordine giusto: prima le autorizzazioni, poi come attrezzare, e solo alla fine come farsi pagare.

Sosta, parcheggio e campeggio non sono la stessa cosa

Prima di parlare di permessi conviene avere chiara la distinzione che usano la polizia locale e i vigili. Il Codice della Strada si occupa espressamente delle autocaravan all'articolo 185: la sosta è consentita dove è consentita quella degli altri veicoli, a tre condizioni che vale la pena conoscere a memoria, perché sono esattamente ciò che separa la sosta dal campeggio. Il veicolo non deve appoggiare al suolo se non con le ruote, non deve emettere deflussi diversi dalle acque piovane, e non deve occupare la sede stradale oltre la sagoma del veicolo stesso.

Tradotto: aprire il tendalino, calare le staffe stabilizzatrici, mettere tavolo e sedie, stendere i panni non è più sosta, è campeggio. Da qui i due modelli che puoi realizzare, che non sono equivalenti:

Decidi quale vuoi prima di andare in Comune, perché la risposta che riceverai dipende interamente da questo.

Le autorizzazioni: Comune e Regione

In Italia il turismo è materia regionale e il territorio lo governa il Comune, quindi gli sportelli sono sempre due:

  1. Il Comune. Guarda cosa dice lo strumento urbanistico sul tuo terreno: quale destinazione ha e se l'attività ci sta. Serviranno il titolo edilizio per la pavimentazione, gli allacci e il camper service, e la segnalazione o l'autorizzazione per esercitare l'attività. Chiedi anche del regolamento comunale sulle aree di sosta, che in molti comuni turistici limita orari, numero di piazzole o zone.
  2. La Regione. Se l'area rientra tra le strutture ricettive all'aria aperta, entra nella legge regionale di settore, con i requisiti di superficie, servizi e distanze, e con l'obbligo di comunicare l'apertura e la capacità.

A questo si aggiungono, secondo dove ti trovi, l'autorizzazione allo scarico in pubblica fognatura o la soluzione autorizzata alternativa, il parere dell'ente gestore della strada se l'accesso è su una provinciale, e i vincoli paesaggistici o idrogeologici. Non esiste un elenco unico: chiedi un incontro preliminare all'ufficio tecnico con una planimetria e il progetto scritto in una pagina, e conserva per iscritto la risposta e il nome di chi l'ha data.

Se l'area ospita persone che pernottano ed è inquadrata come struttura ricettiva, arrivano anche la comunicazione alloggiati alla Questura tramite Alloggiati Web entro 24 ore e, dove il Comune la applica, l'imposta di soggiorno secondo il suo regolamento. Meglio saperlo all'inizio, perché cambia il modo in cui organizzi l'ingresso.

Cosa cerca davvero un camperista

Il camper è autosufficiente: ha acqua, batteria, serbatoio delle acque grigie e cassetta. Il cliente non cerca un blocco docce, cerca tre cose, e in quest'ordine:

Dopo di che conta ciò che viene davvero apprezzato: la colonnina elettrica con il suo differenziale per piazzola, l'illuminazione, un cassonetto chiuso, un po' d'ombra e, se possibile, il wifi. Quello che solo chi vende considera indispensabile: piscina e grandi aree verdi. Prima di spendere, guarda cosa manca nel raggio di venti chilometri e metti quello.

Far pagare la notte senza inseguire nessuno

L'incasso è dove molte aree perdono soldi e pazienza. La busta nella cassetta funziona fino al primo che riparte senza pagare, e chi gira tra le piazzole alle undici di sera si stanca in tre settimane. Tre soluzioni, dalla peggiore alla migliore:

Qualunque sia la scelta, la regola è una sola: tutte le soste in un unico planning. Quelle dal sito, quelle segnate a mano e quelle arrivate di notte. Con due elenchi, prima o poi ci saranno due camper sulla stessa piazzola.

CampSuite tiene le prenotazioni online e quelle segnate in reception nello stesso planning, così una piazzola non viene offerta due volte, e incassa acconto e saldo con la carta. Ogni sosta conserva gli ospiti con i loro dati, il pagamento e i messaggi in un unico posto, sul telefono, che è proprio ciò che serve quando arriva il momento della comunicazione alloggiati. Quello che CampSuite non fa è inviare nulla ad Alloggiati Web o al Comune: tiene pronti i dati, l'invio lo fai tu. Nella pagina delle soluzioni per le aree sosta camper vedi come funziona in un'area piccola senza personale fisso.

Farsi trovare: le app dove cercano

Il camperista decide mentre guida, e decide in un'app. In Italia si guarda soprattutto park4night, poi CamperContact, le guide dei club e Google Maps. Registra l'area con i servizi veri, il prezzo, la stagione, se c'è la corrente e se si può prenotare, con le foto delle piazzole e del camper service, non del tramonto. Rispondi alle recensioni, anche a quelle di due righe, e correggi la scheda ogni volta che cambi il prezzo. Una scheda completa con il link per prenotare rende più di qualsiasi inserzione.

La lista prima di aprire

In quest'ordine l'area apre con le carte a posto, il cliente trova quello che cerca e la notte si incassa da sola. Per vedere come CampSuite tiene soste, ospiti e incassi nello stesso posto, guarda i prezzi o scrivici.