Arriva una mail dal Comune: manca il versamento del trimestre. Il gestore apre il foglio di calcolo, vede che a luglio ci sono state famiglie con bambini, ospiti di una notte, stagionali che entrano ed escono e un gruppo partito in anticipo, e capisce che non sa dire con precisione quante notti erano davvero imponibili. L'imposta di soggiorno non è denaro del campeggio: è del Comune, e tu la riscuoti e la versi. Ma è il campeggio a rispondere se i conti non tornano. Ecco come funziona in Italia, dove trovare le regole che valgono per te e come organizzarti perché la dichiarazione sia questione di minuti.
Un regolamento per ogni Comune, non una legge unica
L'imposta di soggiorno è istituita dal singolo Comune, che ne decide l'esistenza e la disciplina con una delibera e un regolamento comunale. È quel regolamento, e solo quello, a stabilire per il tuo campeggio:
- L'importo per persona e per notte, che quasi sempre cambia a seconda della tipologia e della categoria della struttura, e che per i campeggi è di norma diverso da quello degli alberghi.
- Il numero massimo di notti soggette a imposta nello stesso soggiorno.
- Le esenzioni: l'età dei bambini, le persone con disabilità e chi le accompagna, e le altre situazioni che il Comune decide di escludere.
- I periodi di applicazione, perché molti Comuni la applicano solo in alta stagione.
- Le scadenze di versamento e il canale con cui si versa.
Per questo "quanto è l'imposta di soggiorno in Italia" non ha risposta: la domanda giusta è "cosa dice il regolamento del mio Comune". Scaricalo in PDF dal sito del Comune con la data del giorno in cui lo hai preso, perché i regolamenti si modificano e quello che hai applicato l'anno scorso potrebbe non essere più quello in vigore.
Il gestore è responsabile del pagamento
Questo è il punto che molti gestori non hanno ancora messo a fuoco, ed è quello che pesa. Dal 2020 il gestore della struttura ricettiva è responsabile del pagamento dell'imposta di soggiorno, con diritto di rivalsa sugli ospiti. Non sei un semplice intermediario che gira quello che ha incassato: sei tu a rispondere verso il Comune dell'importo dovuto.
La conseguenza pratica è netta. Se un ospite parte senza pagare l'imposta, il Comune non va a cercare lui: guarda le tue presenze e chiede a te. Per questo l'imposta va chiesta insieme al saldo e non "quando ci si ricorda", e per questo le presenze devono essere registrate con la stessa cura dei pagamenti.
Insieme alla responsabilità è arrivata anche la dichiarazione annuale, da presentare entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto, con il modello ministeriale. È cumulativa per l'anno e va presentata anche quando non hai incassato nulla. Omissioni e infedeltà sono sanzionate, e il versamento tardivo segue le regole ordinarie dei tributi: la scadenza del 30 giugno è quindi una data da mettere in agenda l'anno prima, non da scoprire a maggio.
Chi paga e chi è esente
L'imposta è dovuta dall'ospite, per persona e per notte, e le esenzioni si applicano persona per persona, non alla prenotazione intera. Le più frequenti nei regolamenti comunali:
- I bambini fino all'età che il regolamento indica. Una famiglia di due adulti e tre bambini piccoli può pagare due imposte a notte, non cinque.
- Le persone con disabilità e chi le assiste, di regola con attestazione.
- Chi supera il numero massimo di notti previsto: da quel giorno il soggiorno continua ma l'imposta non si applica più.
- In molti Comuni, il personale in servizio presso la struttura e chi soggiorna per motivi di cura o per ragioni di servizio, ciascuno con le prove che il regolamento richiede.
Due situazioni tipiche del campeggio meritano una domanda scritta al Comune, perché i regolamenti le trattano raramente in modo chiaro: le piazzole stagionali, occupate dallo stesso cliente per mesi, e gli ospiti che alloggiano per lavoro. Chiedi, fatti rispondere per iscritto e conserva la risposta insieme al regolamento. Una risposta in mano vale più di un'interpretazione ragionevole.
Come si espone in fattura
Qui la regola non cambia da Comune a Comune, perché è fiscale e non comunale: l'imposta di soggiorno non è un corrispettivo del campeggio. La incassi in nome del Comune e la riversi. In pratica:
- Va su una riga separata del documento, dopo il totale del soggiorno, con il nome che le dà il regolamento.
- Resta fuori dalla base imponibile IVA del soggiorno.
- Il numero di persone e di notti assoggettate deve essere leggibile, perché l'ospite capisca il conto e perché i totali tornino a fine periodo.
- Se rimborsi un soggiorno, rimborsi anche l'imposta di quelle notti e lo rifletti nel documento di storno.
Fai verificare l'impostazione al commercialista una volta sola, poi lascia lavorare il modello di documento. Le fatture che nascondono l'imposta dentro il prezzo della piazzola sono quelle che creano problemi: l'ospite in trasferta non riesce a giustificare la spesa e tu non riesci a dimostrare quanto hai riscosso.
Dalla prenotazione alla dichiarazione
Il lavoro pesante non è riscuotere, è dimostrare. A fine periodo il Comune vuole un numero, e quel numero deve uscire dai soggiorni reali e non da una stima. Cosa lo rende semplice:
- Chiedi numero di adulti e bambini al momento della prenotazione, con le età quando l'esenzione dipende da quelle, e correggi al check-in se cambia.
- Registra le date reali di arrivo e partenza: una partenza anticipata cambia le notti imponibili.
- Segna le esenzioni sulla prenotazione stessa, con il motivo, così a giugno nessuno deve ricordare perché quella famiglia ha pagato meno.
- Estrai il prospetto delle presenze il primo giorno del periodo, prima di qualsiasi altra dichiarazione, e usa gli stessi numeri per il Comune e per la rilevazione ISTAT.
Tre enti che chiedono numeri sugli stessi ospiti sono la ricetta abituale per tre risposte diverse. Se escono tutti dallo stesso posto, escono uguali.
CampSuite conserva ogni prenotazione con gli ospiti e i loro dati, l'acconto, i pagamenti e i messaggi in un unico posto, sul telefono, e le prenotazioni online e quelle segnate a mano entrano nello stesso planning, così persone e notti di un periodo escono da un report e non da un conteggio a mano. Ricevute e fatture escono dalla stessa prenotazione, con l'imposta sulla sua riga. Quello che CampSuite non fa è presentare la dichiarazione al Comune: tiene pronti i numeri, l'invio lo fai tu. Se il tuo campeggio è piccolo e a conduzione familiare, guarda le soluzioni per i campeggi piccoli.
La lista per questo periodo
- Regolamento comunale in vigore salvato in PDF, con la data in cui lo hai scaricato.
- Importo per i campeggi, periodo di applicazione e numero massimo di notti verificati.
- Esenzioni del tuo Comune affisse in reception, in parole semplici.
- Risposta scritta del Comune su piazzole stagionali e ospiti per lavoro.
- Età e numero di persone chiesti in fase di prenotazione, esenzioni segnate con il motivo.
- Date reali di arrivo e partenza registrate, non quelle previste.
- Imposta su riga separata e fuori dalla base IVA.
- Prospetto delle presenze estratto prima di compilare qualsiasi dichiarazione.
- Stessi numeri usati per il Comune e per l'ISTAT.
- Scadenze di versamento e dichiarazione annuale del 30 giugno in agenda, con un nome accanto.
Con questa organizzazione la mail del Comune smette di essere un allarme: i numeri esistono già, tornano con le fatture e il versamento richiede il tempo di compilare un modulo. Per vedere come CampSuite tiene ospiti, notti e documenti nello stesso posto, guarda i prezzi o scrivici.